Nuovo rischio chiusura per l’Eliporto. L’ASL comunica la mancanza di fondi per sostenere il servizio. Il parere di Arnaldo Ferrandino

Ida Trofa | Il prossimo 30 giugno scade la convenzione con l’ASL Napoli 2 per la gestione e la tenuta dell’Elisuperficie di Casamicciola Terme. Tagli, mancanza di fondi ed indisponibilità economiche mettono nuovamente a rischio il servizio di soccorso in elicottero per l’intera isola. Un presidio di vitale importanza per la sicurezza e la tutela della pubblica e privata incolumità che non può essere lasciato alla mercè di conti e risparmi di bilancio. La salute dei cittadini isolani va tutelata e garantita anche attraverso la continuità territoriale e la celerità che i trasporti in eliambulanza han garantito sin’ora agli Isolani.In queste ore è giunta nei municipi ischitani una nota rivolta ai sindaci in cui si evidenzia la scadenza della convezione ASL per eliporto e la conseguente volontà dell’azienda sanitaria di non rinnovare la stessa a meno di una compartecipazione economica dei sei municipi isolani. Dunque dal 1 luglio l’ASl di Napoli per conto del servizio 118 non verserà più le quote dovute per gli atterraggi di soccorso, a meno che i comuni nell’ottica di un piano di servizi congiunti non si impegnino a compartecipare nel pagamento dei costi relativi. A sopperire al mancato introito per la funzionalità dell’importantissimo scalo eliportuale dovranno essere i comuni isolani che godono del vitale collegamento elicotteristico da e per la terraferma. Una unione dei servizi anticipata che però la città di Ischia, secondo indiscrezioni trapelate, mostra di non gradire in previsione della presenza di Casamicciola Terme. L’auspicio è che, superata ogni difficoltà e legittima e personale convinzione, si possa agire uniti per il bene comune del popolo ischitano scongiurando la fine di un servizio essenziale ed imprescindibile come l’elisoccorso. Al momento si è in attesa di nuove determinazioni ASL a far seguito a questa prima nota ed agli intercorsi colloqui con i sindaci interessati in primis il sindaco di Casamicciola Terme. Quel che è certo è che il rischio c’è!
Casamicciola in particolare rischia, trovandosi in un doppio vesta e con doppi disagi alle prese com’è con la necessità di garantire impiego e remunerazione ai sette addetti della Marina di Casamicciola alla struttura eliportuale che, con i tagli alla spesa ASL, porterebbe oltre che alla morte del servizio sanitario di trasporto in elicottero anche al possibile reimpiego e in estrema ipotesi al licenziamento dei dipendenti in questione.
Del Caso eliporto dell’Isola d’Ischia se ne discuterà dopo domani a Monteruscello con i responsabili del settore ASL NA2 ed i sindaci isolani.
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In merito abbiamo chiesto al sindaco Arnaldo Ferrandino cosa sta accadendo e quali i provvedimenti abbia assunti in merito.
Sindaco cosa accadrà all’Eliporto e al soccorso in elicottero?
“Al momento siamo in attesa che l’ASL ci invii le sue determinazioni a seguire la nota informativa sulla scadenza della convezione al 30 giugno prossimo. Quel che sappiamo certamente è che l’ASL non la rinnoverà se non in caso di compartecipazione economica dei comuni isolani”
Nel caso, come è intuibile, i comuni non abbiano i fondi necessari come faremo e come farete?
“Faremo i servizi essenziali, quelli che riusciremo a fare secondo le esigenze e le necessità più urgenti. In primis le questioni sanitarie. L’auspicio è quello di poter contare sul buon senso di tutti e soprattutto che il buonsenso prevalga. Alla fine a seconda di come agirà la Regione e l’ASL ci regoleremo per garantire i servizi essenziali ”
I dipendenti di Marina di Casamicciola impiegati sull’eliporto rischiano il licenziamento?
“Al momento è prematuro dirlo! Questo è un altro aspetto che riguarda marginalmente i dipendenti e Marina di Casamicciola ”
L’ASL ha già versato le quote dovute per questi primi sei mesi del 2012 come sono stati investiti, perchè i dipendenti non sono stati ancora pagati?
“Come è oramai noto i soldi, anche se per servizi svolti dalla partecipata, finiscono al comune e qui si confondono come fondi propri. Così, vista la penuria di liquidità, per rigirarli e pagare i canoni dovuti alla società bisogna attendere di avere materialmente i soldi in cassa. Questo purtroppo è il limite!”
È quanto mai opportuno sperare che il governo del paese riesca a risolvere a breve questo grave problema con lo sforzo congiunto di tutti!








