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Bye Bye partecipate a Casamicciola: Marina di Casamicciola verso la chiusura, rischio bancarotta fraudolenta per l’AMCa 

Ida Trofa| Mentre emblematicamente l’AMCa, riesce a far passare a suon di record il suo bilancio già a marzo, registrando addirittura 4-5mila € di utili per la Marina di Casamicciola si profilano tempi duri e tutt’altro che tranquilli. E se l’AMCa di fatto passerà agli annali in termini di tempi d’approvazione di bilancio, seconda, forse, solo per pochi giorni ad una società del Liechtenstein con bilanci approvati agli inizi di marzo 2012 ed assurta per questo alle cronache nazionali ed internazionali per Marina si prospetta il lento ed inevitabile declino con rendicontazioni contabili ben lungi dall’essere approvate.

La sorte di “Marina” era già chiara ai tempi di D’Ambrosio, fu lo stesso ex sindaco ad impegnarsi per salvarla. Ora, invece, l’ultimo CDA, sembra aver chiarito la rotta da seguire. Il CDA che si è riunito la scorsa settimana ha, infatti, stabilito di non approvare il bilancio per l’esercizio finanziario dell’anno appena trascorso e di procrastinare di altri venti giorni ogni parere o decisione.

La Marina di Casamicciola al 13 giugno 2011 aveva incassato 96mila€ e ciò con l’inizio della crisi solo a far presagire la sua durezza. Al 13 Giugno 2012, invece, in piena crisi e con gravi difficoltà in termini turistici ed economici, peraltro non consentendo il pagamento in contanti agli uffici, la Marina di Casamicciola ha incassato 225 mila €. Ben 129mila€ in più rispetto a quanto ci si sarebbe aspettati confrontando il potenziale di spesa in Italia. Un dato che dovrebbe far riflettere sul come ed il perché una società con tali e tante potenzialità ora si trovi, bilanci alla mano, con 400mila€ di disavanzo e ben tre esercizi in perdita. Uno stato di fatto che per legge determina l’avvio delle pratiche di chiusura della società stessa. A far incassare di più è bastato il semplice controllo serrato voluto dall’amministrazione in carica?

Per Marina di Casamicciola, lo scorso 30 giugno è scaduto anche il servizio di affidamento del Global Service che l’Amministrazione Arnaldo Ferrandino ha lasciato cadere in proroga sino a data da stabilirsi in attesa di prossime decisioni sulla destinazione del servizio in questione e sopratutto della società. Tante le ipotesi paventate. Prima fra tutte gli obblighi di legge che altro non consentono di fare, se non mettere in liquidazione Marina di Casamicciola. Da qui verso la privatizzazione del servizio il passo è poi breve. Con 400mila€ di disavanzo tra contributi per i dipendenti non pagati e relativi interessi di mora maturati, oltre al cospicuo abbassamento dei canoni dovuti alla società non ci sono soluzioni di sorta.

E’ così, forse, che Marina di Casamicciola è stata “affondata” e gradualmente condotta verso lo scioglimento. Se all’epoca l’abbassamento dei canoni fu avallato dal parere dell’allora Amministratore Farina che “sopravvivendo, sopravvivendo” ha condotto la Marina di Casamicciola sino ai giorni nostri, ora non sembrano esservi pareri che tengano. Il capitano Farina dimezzò i canoni e dichiarò di riuscire a tenere in piedi il servizio, comunque, con meno soldi ed agli stessi standard, con tanto di approvazione e ratifica in sede di Consiglio Comunale. Ora a non meno di 18 mesi da quella ratifica si chiederà al consiglio di ridisegnare le sorti della partecipata casamicciolese e nessuno sembra intenzionato a percorrere le tappe del passato. A questo punto verosimilmente l’unica via da percorrere è la liquidazione. Una soluzione che non tutti in seno alla amministrazione Ferrandino sembrano condividere così come accadde quando l’ipotesi liquidazione fu avanzata con il governo D’Ambrosio.

Una volta sciolta la società, l’ipotesi è privatizzare i diversi settori, gestendo solo due – tre servizi in proprio e per conto del comune. Servizi come il Porto, l’eliporto già autonomo, ed il cimitero.

Nel merito si sta paventando l’ipotesi di avviare una causa di risarcimento in danno e richiedere sempre per  l’Ente locale un’azione di responsabilità avverso chi ha determinato questo disastro finanziario. Un atto doveroso in termini di autotutela, stando alle nuove disposizioni normative. In tal senso la “Questione ex Napoleon” docet a Casamicciola! Con tutti gli ex sindaci chiamati a risarcire economicamente l’Ente per il danno procurato a seguito della loro azione amministrativa ritenuta dalla magistratura dannosa e lesiva degli interessi economici comunali chi non farebbe il contrario?

In tal senso si muove anche la nota Di Meglio, amministratore unico AMCa, che sarà letta in consiglio lunedì, dove, a fronte di dati ufficiali per la società che rileverebbero utili di 4-5mila tra forniture non pagate, differenziata, non svolta e trasporti in terraferma super quotati, ma pagati la metà (alla voce imbarchi sono registrate poste per 400€ il costo effettivo su quanto speso realmente è di 90mila € ) si parla anche per l’AMCa di un debito di circa 7milioni di €. Cosa che porrebbe l’AMCa in una posizione ancora peggiore di “Marina”. Sembrerebbe infatti che l’attuale amministrazione stia seriamente pensando di portare i libri contabili della multiservizi in tribunale e chiedere alla Magistratura la dichiarazione di bancarotta fraudolenta. Questo con tutto ciò che ne comporta sul vitale servizio della NU a Casamicciola e senza voler contare o giustificare il resto. Anche in questo caso obbligata la richiesta di avviare una causa di risarcimento in danno per il comune e richiedere sempre per il l’Ente locale un’azione di responsabilità avverso i funzionari incaricati che hanno condotto le redini societarie e politiche.

 

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