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Hai 22 mesi? Sull’Alilauro devi pagare il biglietto intero! 

baby in car  seat

Lunedì 27 maggio, corsa aliscafo Alilauro Napoli-Ischia delle ore 12.50. Una coppia di genitori torna con la propria figlioletta di 22 mesi da un controllo ospedaliero in terraferma. Nel corso della mattinata, come accaduto anche ad Ischia, è cominciato a piovere e non sono state poche le persone colte di sorpresa e uscite di casa senza ombrello. Bene, la signora chiede di poter salire anticipatamente a bordo insieme alla bambina, mentre il marito si accinge alla biglietteria ad acquistare i titoli di viaggio. Ma quando il coniuge si ripresenta sotto bordo, la richiesta è ben chiara: “Deve tornare indietro ad acquistare il biglietto anche per la bambina!“. Una cosa del tutto insolita, considerato che bambini così piccoli non hanno mai pagato il biglietto e che alla corsa d’andata da Ischia, alla mamma della piccola era stato detto che non era necessario, tant’è che la bambina aveva viaggiato gratis. Una volta a bordo, la coppia avrebbe ricevuto spiegazioni direttamente dal Comandante dell’aliscafo: “I bambini oltre i 18 mesi sono tenuti al pagamento del biglietto intero, quindi al pari di un adulto; e la necessità del titolo di viaggio deriva anche dal dovere che il Comandante ha di sapere l’esatto numero dei passeggeri presenti a bordo“.

Quindi, dopo lo scandalo dei cani (che come non tutti sanno, pagano quasi quanto un residente pur senza avere adeguata sistemazione a bordo degli aliscafi Alilauro e costretti ingiustamente a viaggiare all’esterno senza alcuna protezione), ecco l’assurdo anche per i bambini: una nuova scoperta firmata Alilauro. Pagano 7,70 euro, esattamente come i loro genitori (se residenti).
Ovviamente noi de IL DISPARI abbiamo indagato su questo genere di esasperazione ed alcune “voci di dentro” ci hanno riferito quanto segue. Pare che da qualche tempo la compagnia Alilauro abbia declinato ogni responsabilità in merito ai verbali che i Comandanti subiscono dall’Autorità Marittima per i frequenti viaggi in sovrannumero, per i ritardi, per i viaggi sotto tabella (in molti sostengono che siano almeno due i membri in meno presenti negli equipaggi in servizio e che la norma invocata per consentire i turni massacranti cui sono costretti non contempla il loro caso, perché a bordo non c’é né mensa né doccia) ed altri inadempimenti; prima invece, pare che proprio l’Alilauro facesse fronte economicamente a tali verbali. All’atto delle forti rimostranze da parte di alcuni Comandanti, la Lauro si sarebbe detta disponibile a tornare sui propri passi, a patto che il personale di bordo si desse maggiormente da fare per far recuperare alla Compagnia molti dei mancati introiti da bagagli, falsi residenti non controllati e quant’altro possa fare sempre più cassa.

Il dibattito continua! Intanto, a pagare siamo noi…

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